giovedì 12 gennaio 2012

Crescere a Rosarno: La storia di Ciccio su MTV News

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lunedì 9 gennaio 2012

Isola Capo Rizzuto: incendi e calunnie su internet, un sindaco nel mirino della 'ndrangheta

Nella tarda serata di sabato 7 gennaio, persone non ancora identificate hanno incendiato il portone d'ingresso del palazzo comunale di Isola Capo Rizzuto. L’Ufficio di presidenza di Avviso Pubblico esprime la sua totale e piena vicinanza al Sindaco Carolina Girasole, Vice Presidente dell’Associazione, e a tutta l’Amministrazione locale di Isola Capo Rizzuto per il vile atto intimidatorio.

venerdì 6 gennaio 2012

Il coraggio di denunciare la ndrangheta per non morire

Macchine bruciate, spari e intimidazioni. La testimonianza del leghista Modesto Verderio, consigliere comunale a Lonate Pozzolo che in solitudine ha denunciato le connivenze che diedero il via all’inchiesta Bad Boys e portò alle sbarre tra gli altri il boss Vincenzo Rispoli e altre decine di ndranghetisti. «Ho paura? Se succede qualcosa a me o ai miei figli sapranno chi è stato a uccidermi»

mercoledì 4 gennaio 2012

Reggio Calabria, la Camera di commercio azzera le tasse a chi denuncia il racket

La Camera di Commercio di Reggio Calabria premia le imprese che non si piegheranno al racket, offrendo l'esenzione dal pagamento del diritto annuale. In pratica imprenditori, commercianti e artigiani vittime di reati di estorsione, corruzione e usura che hanno denunciato i loro aguzzini e hanno collaborato con l'autoritá giudiziaria, fornendo elementi decisivi  per la ricostruzione dei fatti e per l'individuazione e cattura degli  estorsori e usurai, usufruiranno per cinque anni di un contributo annuale come rimborso di quanto dovuto e versato come tassa camerale.

martedì 3 gennaio 2012

Reggio Calabria: il patto tra la 'ndrangheta e lo stato e i retroscena due anni dopo l'attentato alla procura generale

I misteri e gli  interrogativi a Reggio Calabria non sono finiti dal 3 gennaio 2010,  quando un ordigno esplose sotto il portone della procura generale a  Reggio Calabria. Un gesto eclatante che mise la magistratura reggina sotto i riflettori dell'opinione pubblica e all'attenzione del governo.  Il video diffuso poco dopo, che riproduce le immagini riprese dalla telecamera di videosorveglianza istallata all'esterno dell'ufficio giudiziario, mostrava due persone su un motorino che lasciavano una bombola con una miccia accesa. Uno indossava una parrucca e scarpe da donna.  

lunedì 2 gennaio 2012

Lotta alla 'ndrangheta: un 2012 decisivo sull'asse Reggio-Roma


dal Quotidiano della Calabria

La notizia dell’indagine a carico del collaboratore di giustizia Antonio Di Dieco per calunnia nei confronti del pentito Nino Lo Giudice è solo l’ultimo capitolo (per ora) di un groviglio di fatti che si muove su un asse ben preciso e cioè quello creatosi tra Reggio Calabria e Roma. La prima, eterna promessa capitale del Mediterraneo; la seconda capitale – vera – d’Italia e città eterna per eccellenza. Ma da qualche mese a questa parte c’è un filo rosso che tiene legate queste due realtà così diverse ed, al contempo, così vicine.

venerdì 30 dicembre 2011

Il pm Facciolla: “A Cosenza tutti pagano il pizzo e nessuno denuncia”


di Mario Cribari e Francesco Ferro per Calabria Ora
Eugenio Facciolla ha due espressioni: col sorriso o senza. Il tono di voce, invece, è sempre lo stesso, quasi baritonale. Un bel calabrese insomma. Magistrato di lungo corso, pur se ancora giovanissimo, negli ultimi 15 anni ha istruito le più importanti inchieste giudiziarie, anti-mafia e non, del Cosentino; prima nelle vesti di pm della Dda catanzarese, poi come sostituto della Procura di Paola. Attualmente, ricopre il ruolo di sostituto procuratore della Corte d'appello di Catanzaro. Lo incontriamo proprio a Cosenza, la sua città, in occasione di un convegno sulla legalità a cui parteciperà come relatore. Un'occasione propizia per commentare con lui i recenti scossoni giudi-ziari che hanno interessato la Calabria e che hanno messo in luce profonde connivenze tra criminalità organizzata, politica e istituzioni. 

'Ndrangheta: ruolo sempre più attivo di mogli, mamme e sorelle dei boss

REGGIO CALABRIA Una 'ndrangheta sempre più ramificata nelle regioni del nord dell'Italia con una capacità sempre più forte di infiltrarsi nella politica e negli affari; il ruolo delle donne nella gestione delle cosche e una nuova stagione di pentiti. Sono questi alcuni degli elementi emersi nel corso del 2011 sul fronte della 'ndrangheta in Calabria e nelle sue proiezioni in altre regioni italiane. Numerose inchieste condotte in Lombardia, Piemonte e Liguria hanno dimostrato come con il passare degli anni gli esponenti delle cosche calabresi che si sono trapiantati al Nord hanno costituito dei "locali" riuscendo a gestire pacchetti di voti, appalti pubblici ed esercizi commerciali, influenzare la vita pubblica. Ma l'inchiesta che sicuramente ha suscitato maggiore scalpore è stata l'ultima, quella condotta dalla Dda di Milano che ha portato all'arresto del consigliere regionale della Calabria Francesco Morelli, del giudice Vincenzo Giglio e dei presunti boss della cosca Valle-Lampada.

domenica 18 settembre 2011

Cava (Ance Calabria): "Per battere i collusi con la 'ndrangheta servono le white list"

Si dice pronto e già impegnato contro il racket e le collusioni con la 'ndrangheta ma chiede allo Stato un impegno maggiore sulle cosiddette white list, gli elenchi con l'indicazione delle imprese sane e non contaminate dalla 'ndrangheta cui è possibile rivolgersi per le forniture, i subappalti ecc. Lancia l'ennesimo appello al presidente della regione Calabria affinché siano sbloccati quei provvedimenti che possono ridare fiato al settore delle costruzioni in particolare e all'intero settore industriale della regione. Francesco Cava, presidente dell'Ance Calabria, l'associazione degli imprenditori edili, reggente di Confindustria Calabria in attesa che venga eletto il nuovo presidente, è alle prese con una serie di nodi da sciogliere e difficoltà che hanno investito le imprese della regione e in qualche caso anche l'associazione.

giovedì 15 settembre 2011

'Ndrangheta. Pignatone: a Reggio Calabria va di scena la strategia della confusione

dal Quotidiano della Calabria
REGGIO CALABRIA – Da un 2010 da paladini della giustizia a un 2011 da “manovratori” della giustizia. Dalle stelle alla polvere, o meglio al fango. Fino a quando la Procura di Reggio Calabria, guidata da Giuseppe Pignatone, ha preso provvedimenti nei confronti di malavitosi ha incassato il plauso unanime di tutti. Poi quando l'azione dei magistrati ha investito organi dello Stato e professionisti le cose sono misteriosamente cambiate. Tutto in meno di un anno. Dopo la pausa estiva la Procura si rituffa nel mare magnum di carte. Il rientro è diverso da quello dello scorso anno. Era l'anno delle minacce: la bomba alla Procura generale del 3 gennaio, al termine dell'estate, il 26agosto,l'esplosione dell'ordigno davanti al portone d'ingresso dell'abitazione del procuratore Salvatore Di Landro, il 5 ottobre il bazooka fatto ritrovare nei pressi della Procura e “indiriz zato” a Pignatone. Sono questi i casi più eclatanti. Da non trascurare comunque altri episodi. Dopo la visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del 21 gennaio avvenne il ritrovamento lungo il percorso di un'autovettura imbottita di armi e ordigni. E poi altre intimidazioni ai magistrati reggini. Episodiche si riassumono in un'unica frase: la ‘ndrangheta aveva reagito all'assalto massiccio dello Stato.

giovedì 4 agosto 2011

Prestipino: "C'è una Calabria straordinaria che non si vede. E' nelle scuole"

La cronaca della presentazione a Stefanaconi del libro La Calabria sottosopra.


Un’analisi lucida e penetrante, un libro che non fa sconti alla Calabria né ai calabresi. Un’inchiesta a 360 gradi sui mali di una regione in balìa delle pressioni del malaffare, incapace di risollevarsi anche a causa della mancanza di una classe dirigente autorevole. Un’opera che, tuttavia, prova a fissare, in un quadro non del tutto desolante, i punti fermi sui quali la Calabria può far leva per avviare un nuovo percorso di crescita. È “La Calabria sottosopra”, ultima fatica del giornalista messinese de il Sole 24 Ore, Nino Amadore, volume che è stato presentato a Stefanaconi in un evento realizzato in collaborazione tra la Pro loco e l’associazione Io resto in Calabria.

martedì 2 agosto 2011

La resistenza della Calabria che vuole rimanere sottosopra

A volte mi auguro di avere torto. Mi è capitato in questi giorni, in giro per la Calabria:  ho sperato tanto di avere torto. Ho cercato di cogliere le novità per ribaltare il mio punto di vista. E invece no: a distanza di mesi dalla pubblicazione questa inchiesta sulla Calabria, su questa regione che sembra in preda a una dannata maledizione, resta drammaticamente attuale. Le analisi, i fatti, le connessioni, la pervasività della zona grigia, l'atteggiamento criminogeno delle classi dirigenti, l'ineffabile ambiguità di certe manifestazioni culturali che inneggiano alla legalità ma esistono per preservare il passato e garantire un futuro senza cambiamenti. La Calabria che stenta a cambiare  e ti lascia morire di solitudine, ti emargina, ti respinge bollandoti come straniero, come corpo estraneo che disturba. Lo fa con imprenditori coraggiosi e coerenti come Pippo Callipo invitandolo a lasciare  Reggio Calabria dove all'interno di Confindustria sta portando avanti un coraggioso progetto di bonifica culturale e ambientale, isolandolo dove è possibile; lo fa bollando magistrati coraggiosi come Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino e gli altri accusandoli di essere "terribili colonizzatori"  e spargendo a piene mani bugie approfittando del venticello della calunnia che si diffonde veloce. La Calabria delle classi dirigenti contaminate pensa di lavarsi la coscienza costituendo qualche associazione antiracket, come avviene a Reggio Calabria dove, racconta Michele Prestipino, "sono tante le asociazioni antiracket ma di denunce non ne arivano".